In breve...
Biografia Filippo Bottazzi
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Diploma di Laurea di Filippo Bottazzi
Filippo Bottazzi dal 1893 al 1896
Quando il 7 luglio del 1893, la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma gli conferì la laurea con il massimo dei voti e la lode, giudicando degna di stampa e del premio Girolami la sua dissertazione di dottorato, Filippo Giacomo Bottazzi dovette scegliere la via da percorrere per far vivere l’uomo.
Aveva venticinque anni e con il battagliero entusiasmo dei neofiti, aveva già sperimentato l’inebriante emozione della ricerca scientifica, attraverso importanti indagini morfologiche, compiute durante l’esperienza universitaria nei laboratori dei professori Todaro e Marchiafava. Era nato a Diso in provincia di Lecce, il 23 dicembre del 1867 da Giuseppe Maria Buttazzo e Maria Donata Cecilia Bortone.
Fece con onore gli studi secondari prima nel Liceo Ginnasio di Maglie e poi al Liceo Calmieri di Lecce e terminati gli studi classici, nel novembre del 1887 si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Roma. Sebbene in questa scelta, più che la propria inclinazione che lo avrebbe indotto a studiare lettere e filosofia, seguì i desideri della madre.
All’epoca romana, cioè al suo periodo di studi universitari, appartengono le prime ricerche, effettuate nel laboratorio di Anatomia Normale, sulle alterazioni del tubo intestinale e sulle fibre nervose intracorticali degli invertebrati.
Nel 1894, il Prof. Giulio Fano, intuito l’ingegno e le enormi potenzialità del neo-laureato Bottazzi, lo al posto di Aiuto nel suo laboratorio di Fisiologia al R. Istituto Superiore di Firenze.Sempre nello stesso anno viene nominato socio aggregato e poi effettivo dell’Accademia Medico-Fisica della stessa città. Nel periodo fiorentino, Bottazzi, vincendo con coraggio ammirevole le pesanti difficoltà economiche, iniziò la trionfale ascesa, conquistando ancor giovane una fama universalmente riconosciutagli tra i fisiologi di tutto il mondo
Fama che la sua successiva opera non potè che accrescere.
Fu proprio a Firenze che al Bottazzi balenò l’enorme importanza, che la conoscenza dei fenomeni fisico-chimici degli organismi ha per comprendere l’origine di quelli vitali.
Ecco che allora con tecnica geniale e maturità di pensiero, porta a temine le sue ricerche sugli eritrociti ed il loro metabolismo e sulle costanti chimico-fisiche del sangue, queste ultime in parte con la collaborazione del Fano.
Instancabile, inizia le indagini, sullo sviluppo embrionale dei muscoli e sulla fisiologia dei muscoli lisci e del cuore, che culminerà con la discussa “teoria della contrattilità del sarcoplasma”.
Nel 1896, a soli tre anni dalla laurea, conseguì la libera docenza in Fisiologia presso l’Istituto Superiore di Firenze. Ma non si accontenta, riesamina monumentali bibliografie, dal cui studio nascerà il primo grande Trattato di Chimica Fisiologica in due volumi vera espressione del credo del Bottazzi e, che per un trentennio, fa da pietra miliare alla cultura biochimica italiana, perché rispondente ad un generale bisogno del mondo scientifico.
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