Problematiche ambientali

  di     Elita Cacciatore

 

 

al centro di Spunderati Nord 

la sabbia accumulatasi 

      

     Nel loro insieme il sistema dei bacini e canali permette una valorizzazione delle coste delle marine di Ugento, sia sotto l’aspetto della fruizione sia naturalistico. Tuttavia negli ultimi decenni è stato sottoposto ad un forte intervento da parte dell’uomo che, alterandone gli equilibri, ha compromesso gli ambienti naturali, determinando l’estinzione di molte specie animali e vegetali.

     Le problematiche ambientali che oggi presentano i bacini sono diverse, alcune di facile soluzione altre meno.

     L’apporto di terriccio tende a riempire il sistema che periodicamente deve essere ripulito; questo fenomeno di interrimento ha diverse origini:

  • terrigena per il drenaggio di terra dalle zone circostanti;

  • marina prodotto dal deposito di sabbia trasportata dalle correnti marine;

  • eolica dovuto al vento che trasporta la sabbia dalle dune.

     Anche l’immissione d'inquinanti è un fattore molto evidente nelle acque dei bacini; la mancanza di fognatura nelle zone urbanizzate, e della costa e dell’entroterra, che inquina la falda e l’elevato impiego di concimi nelle coltivazione dei terreni circostanti, portano al deterioramento della qualità delle acque. Gli effetti maggiormente evidenti sono la perdita della trasparenza, l’emanazione di cattivi odori, l’eutrofizzazione; è facile notare, specie nelle zone più urbanizzate, estesi letti di macroalghe sul fondo come diffuse fioriture algali in superficie che comportano un grave impoverimento della flora e della fauna acquatica.

     Il moto ondoso, sia quello del mare sia quello generato dal vento, sta provocando lo scalzamento del pietrame che compone le sponde dei bacini; particolarmente il fenomeno è visibile nei bacini più grandi (Spunderati e Rottacapozza) e negli sbocchi a mare.

     Tuttavia i maggiori danni al sistema dei bacini lo sta causando una pressione antropica indisciplinata che si manifesta nella vicina presenza di aree urbanizzate e semiurbanizzate, di strade di servizio, utilizzate nel periodo estivo dai veicoli come piste per raggiungere gli stabilimenti balneari e le spiagge, e di troppi attraversamenti e zone di sosta. Pertanto la possibilità e la necessità di raggiungere i diversi punti del territorio ha comportato la frantumazione delle aree a maggiore vocazione naturalistica.

     Ancora fenomeni di alterazione ambientale e paesaggistica sono visibili nell’abbandono di manufatti, materiali di risulta, elettrodomestici, degrado delle sponde; la presenza di impianti industriali, di architetture di scarsa qualità o scollegate dal territorio, l’assenza di vegetazione della macchia, l’erosione delle dune danno un quadro abbastanza chiaro del degrado paesaggistico a cui sono destinati i bacini di Ugento senza adeguate misure di salvaguardia.

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