POPOLAZIONE E TERRITORIO
La provincia di Lecce è uno dei territori più densamente abitati, contando circa 812.600 abitanti, distribuiti in quasi 308.100
famiglie, con 294,5 unità per kmq. Per contro, essa presenta un modesto grado di urbanizzazione: la quota di popolazione inurbata nei sei comuni con più di 20.000 abitanti è pari al 27,1%, circa la metà rispetto al dato nazionale.
Fonte: “Atlante della Competitività delle Province” di Unioncamere e Istituto G. Tagliacarne, aggiornato a settembre 2009.
ISTRUZIONE
Nell’anno scolastico 2009/10 il complesso degli alunni iscritti nelle scuole statali della provincia di Lecce è pari a circa 124 mila unità. I gruppi più consistenti sono quelli frequentanti la scuola secondaria di II grado e primaria. Riguardo gli indirizzi di studio intrapresi da quanti frequentano le scuole secondarie di II grado, si rileva che la maggior parte degli studenti opta per gli studi liceali (il 32,5%), seguiti dagli iscritti presso gli istituti tecnici (29%); sono pari al 22,4% gli iscritti negli istituti professionali, mentre del 5% è la popolazione scolastica degli istituti d’arte e dei licei artistici.
Fonte: sito Provincia di Lecce.
SISTEMA PRODUTTIVO
Il sistema produttivo leccese, dopo una fase di espansione, registra per il secondo anno consecutivo una contrazione, che evidenzia lo stato di difficoltà del sistema economico locale. Numerose ne sono le cause, tra le quali emerge una forte vocazione per settori tradizionali, sia nell’ambito del terziario che in quello del manifatturiero, comparto quest’ultimo che ha risentito pesantemente delle trasformazioni del mercato e della concorrenza internazionale ancor prima della crisi
economica e finanziaria. Settori in espansione sono, invece, quello della produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua (+81,8%), nelle diverse attività del terziario, sia di tipo avanzato, come nel caso delle attività immobiliari, di noleggio, informatica e ricerca (+31,1%) o dell’intermediazione monetaria e finanziaria (+12,7%), sia di tipo più tradizionale, tra i quali i servizi sanitari (+30,9%), di istruzione (+23%), quelli pubblici, sociali e personali (+13,8%). In forte crescita anche gli alberghi e i ristoranti (+22,6%), che dimostrano, per il turismo, un andamento favorevole con effetti positivi in termini di ricchezza prodotta e numero di imprese attive.
Fonte: Rapporto Economico 2009, a cura del Servizio Statistica - Studi della Camera di Commercio di Lecce.
Visualizza la tabella delle Imprese suddivise per sezione di attività economica e comune
Casarano, che presenta un numero consistente di piccole e medie imprese specializzate nei settori tessile, dell’ abbigliamento, della lavorazione del legno e soprattutto calzaturiero, ha contribuito alla crescita di un polo artigianale ed industriale, la cui produzione ha conquistato mercati europei e mondiali. Casarano è riuscita ad esportare in tutto il mondo il famoso “tubolare” e vanta aziende leader nel settore che continuano a rappresentare degnamente la città in campo internazionale.
E’ capofila del consorzio Area Sistema di Casarano, che associa 13 comuni dell’ hinterland con il preciso scopo di offrire servizi adeguati e supporti alle imprese in un territorio in continua crescita.
Casarano è, inoltre, tra i 20 Comuni che compongono la Cabina di regia dell'Area Vasta Sud Salento, col compito di definire le modalità del processo di pianificazione strategica, il modello di governance ottimale per la redazione del Piano strategico d'Area Vasta e la sua gestione, che interessa più di 60 Comuni del territorio salentino.
Racale vanta un’economia basata prevalentemente sul confezionamento di calze, con insediamenti industriali relativamente piccoli ma capaci di commercializzare il prodotto
finito in tutto il mondo. L'economia prospera anche grazie alla produzione e alla commercializzazione dell'olio di oliva, e grazie in genere ai prodotti dell'agricoltura, come patate e ortaggi.
In Ruffano prevalente è l’attività dell’artigianato e dell’agricoltura. Inoltre dai tempi remoti l’arte figula ha trovato in Ruffano la sua massima espressione. Nel territorio sono presenti cave di argilla utilizzata dai creativi artigiani per modellare svariati oggetti destinati a molteplici usi. Le attrezzatissime botteghe sono la meta preferita dei turisti che ammirano incantati i prodotti finiti realizzati con grande maestria.
Taurisano, come quasi tutte le realtà salentine e meridionali, è stata caratterizzata da vistosi cambiamenti in conseguenza di una forte emigrazione sia verso l’interno sia verso l’estero.
Tali cambiamenti hanno inciso sull’economia, in quanto con le rimesse dell’emigrazione c’è stata una forte espansione del lavoro nel campo dell’edilizia e dei settori indotti. Il territorio si distingue anche per la qualità della produzione artigianale legata alla lavorazione del ferro battuto, del legno, della pietra leccese, della carta pesta. Un considerevole apporto alla occupazione è dato dall’industria alimentare, tessile e calzaturiera.
Ugento ha un’economia basata sul settore primario, sulla trasformazione dei suoi prodotti e sul turismo.
Il settore turistico si è notevolmente ampliato nell'ultimo decennio, facendo dell'area di Ugento, e in particolare di Torre San Giovanni, un'affollata meta del turismo estivo. Nonostante lo sviluppo dei servizi dedicati (case di villeggiatura e alberghi, ristoranti, spiagge, agriturismi, locali notturni, manifestazioni culturali), le infrastrutture turistiche rispondono ancora solo in maniera appena sufficiente alla domanda. Tuttavia è proprio la semplicità e l'economicità dell'offerta ad attrarre i turisti, oltre al tipico folklore locale e alle bellezze del territorio.
MERCATO DEL LAVORO
A seguito del calo internazionale della domanda e dell’intensificarsi della riduzione dei consumi interni, è stato rilevato un contraccolpo occupazionale significativo nel settore dell’industria manifatturiera, con segnali particolarmente negativi tra le aziende specializzate in alcune produzioni di punta del made in Italy, come “il sistema moda”, più esposta agli andamenti della congiuntura internazionale.
Dall’analisi del livello di istruzione associato alle figure professionali in entrata emerge l’investimento in capitale umano quale fattore per fronteggiare la crisi: al generalizzato aumento di figure high skill si associa un progressivo incremento anche della richiesta di personale con un livello di istruzione secondario e post-secondario. I diplomi più richiesti dalle imprese si confermano quelli a indirizzo “amministrativo e commerciale” (75.900 assunzioni), seguiti dall’indirizzo “meccanico” (14.800) e da quello “turistico-alberghiero” (13.500). Circa 8.000, infine, le richieste dell’indirizzo elettrotecnico.
Un incremento relativo risulta anche per l’indirizzo “informatico” (2,9% la quota per il 2009 rispetto al 2,5% del 2008) e per l’indirizzo “socio-sanitario” (l’attuale 1,5% a fronte dell’1,1% del 2008). Nel complesso, in aumento di circa un punto percentuale risulta la richiesta di lavoratori con qualifica professionale (15,3% nel 2009, a fronte del 14,5% del 2008).
Fonte: La domanda di professioni e di formazione nel 2009 - Unioncamere - Camere di Commercio d’Italia.